mercoledì 22 febbraio 2017

[Graphic Novel] "L'uomo montagna"

Buon pomeriggio cuori librosi,
oggi vi parlo di una lettura particolare, una graphic novel.
Sono una novellina su questo tipo di pubblicazioni, ma devo dire che ho apprezzato moltissimo la storia de "L'uomo montagna", un'opera di Séverine Gauthier e Amélie Flèchais portata in Italia da Tunué.


Acquistalo, QUI



Questa è la storia di un nonno e del suo nipotino, entrambi amano moltissimo viaggiare e raccontare le incredibili avventure di cui sono protagonisti. Purtroppo, sulle spalle del nonno sono cresciute delle grandi montagne che non gli permettono più alcun movimento. Ma il nipotino non si scoraggia, è convinto che un vento fortissimo potrebbe spostare le montagne e liberare il vecchio nonnino, così parte alla volta della grande montagna per cercare questo potentissimo vento.






Durante il suo viaggio, incontrerà i personaggi più strambi che gli insegneranno lezioni importanti e lo aiuteranno nella difficile missione. Raggiungere la caverna del vento, infatti, non è un'impresa facile per un bambino!
Forse l'esito non è stato quello sperato, ma senza dubbio, è stato un viaggio pieno di avventura e ricco di aneddoti da raccontare.





Devo dire che mi sono approcciata in maniera molto cauta con questa lettura e anche con una buona dose di scetticismo. Ora posso affermare, invece, che mi sono totalmente ricreduta e ho apprezzato moltissimo questa storia. La tenerezza dei due protagonisti è disarmante, così come il finale dai toni agrodolci. Cristallini i dialoghi e stupende le illustrazioni. Nonostante l'apparenza, sono certa che potrebbe piacere anche ad un pubblico adulto, ogni tanto è bello tornare bambini e leggere storie che fanno bene al cuore. Super promosso!



W.W.W. Wednesday #5

Buongiorno cuori librosi e benvenuti all'appuntamento con la rubrica settimanale del 'W.W.W. Wednesday'.
Pronti a scoprire le storie che mi fanno compagnia questa settimana?
Buona lettura 💓



1. Quale libro hai finito?


Acquistalo, QUI

Questo era un altro arretrato di Gennaio che sono riuscita a recuperare questo mese. Arriverà sul blog la prossima settimana.


2. Quale libro stai leggendo?


Acquistalo, QUI

Questo è una delle ultime uscite della Giunti, ho letto solo qualche pagina ma promette bene. Mi piace tantissimo la copertina!


3. Quale libro leggerai?


Acquistalo, QUI

Non vedo l'ora di tuffarmi tra le pagine del nuovo romanzo di un'autrice che ho già avuto modo di apprezzare!


Ora tocca a voi!
Quali letture vi stanno facendo compagnia?




martedì 21 febbraio 2017

[Presentazione] "Il Logista" di Federica Fantozzi


Buongiorno cuori librosi,
volevo parlarvi della prossima uscita di Marsilio Editore che troverete in libreria, e in tutti gli store online, a partire dal 23 Febbraio.
Scopriamo insieme qualche informazione in più sulla storia e un estratto esclusivo direttamente dal libro.
Buona lettura!



Prenotalo, QUI


SINOSSI:

Amalia Pinter lavora per «Il Vero Investigatore», un piccolo quotidiano della Capitale specializzato in cronaca nera. Nel suo quartiere, Ponte Milvio, si imbatte in una vecchia fiamma dei tempi universitari, Tancredi, da cui si lascia accompagnare, in un servizio per il giornale, a casa di una giovane coppia, vittima di una strage jihadista durante il viaggio di nozze in un’isola tropicale. Tancredi si è trasferito da anni a Londra, dove si occupa di logistica di guerra: con la sua società, la Stinger Ltd, gestisce i trasferimenti di facoltosi professionisti in paesi ad alto rischio. Un lavoro borderline che lo mette in contatto con servizi segreti e bande paramilitari. In vacanza a Roma, il ragazzo invita Amalia a cena nel suo appartamento, ma lei lo trova morto accanto a una bottiglia di whisky e cristalli di droga. L’ipotesi degli investigatori è suicidio, una pista che convince anche chi conosceva la vittima: zio Doug, l’unico parente rimastogli dopo la morte dei genitori; Iris, la bionda fidanzata e socia in affari; Adam, l’amico libanese con cui si confidava. Amalia riceve però un biglietto: l’immagine di uno scorpione dai contorni dorati e l’avvertimento di una minaccia incombente. Di quale segreto era in possesso Tancredi? E quanto tempo le rimane per scoprirlo? La ragazza inizia un’indagine testarda e solitaria. Senza sapere che, nelle periferie della sua città, anche qualcun altro è a caccia.







ESTRATTO IN ESCLUSIVA:

Il documento Windows davanti ad Amalia era vuoto. Come al solito, non c’era nessuna sindrome paralizzante. Semplicemente non poteva scrivere: non era pronta a tradire i segreti di Tancredi. Fatto raro per i giornalisti e inedito per lei, ma cosi era. Era rientrata direttamente da Fiumicino a mani vuote, trincerandosi dietro il classico buco nell’acqua. Il Capo, stavolta, aveva perso le staffe.
«O mi consegni cento commoventi righe di ritratto o il tuo prossimo articolo si intitolerà Porri ma buoni. E sarà la ricetta di una minestra per vegetariani poveri» aveva minacciato.
Cosi lei balzellava sulla sedia senza concludere nulla. «C’e una visita» annuncio Antonio, il segretario di redazione. Aveva il tono di una guardia carceraria che avverte i detenuti dell’arrivo dei parenti, e lei lo accolse con lo stesso spirito. Mezz’ora di distrazione.
Una vecchietta con i capelli cotonati di una sfumatura azzurra aspettava all’ingresso. Sembrava la nonna della Fata Turchina, in orecchini di perla e cappotto di cammello.
«Buongiorno. Come posso aiutarla?» Antonio appizzo le orecchie. Amalia non era mai gentile con potenziali scocciatori. Lei piloto la vecchietta nella sala riunioni e le
offri persino un bicchier d’acqua.
«Forse accadrà il contrario, dottoressa» disse la signora estraendo una busta di carta dalla borsa. Gliela porse: «Per lei.»
Era una comune busta da lettere con scritto Amalia Pinter in stampatello. Nessun mittente. La apri: conteneva la stampata di un foglio A4. Un disegno: uno scorpione dai bordi d’oro con l’aculeo rialzato in segno di minaccia. Non le diceva nulla. Giro il foglio e lesse poche parole: Ami, bada
al volo... La frase si interrompeva. Più in basso, altre due parole quasi scarabocchiate: Too late? Troppo tardi?
Le si gelo il sangue. «Come l’ha avuta?»
«E una storia un po’ strana» rispose la vecchietta. Appollaiata sulla sedia, con il cappotto ancora allacciato, assomigliava a un uccellino imbacuccato in una coperta troppo grande. «Sa, ho sempre freddo» si scuso. «La lettera l’ho trovata nella mia cassetta delle lettere. Senza francobollo.
Ho chiesto ai condomini, ma nessuno conosceva la destinataria. Ho domandato anche al postino, casomai ci fosse una persona con quel nome in zona. Sa» sorrise ad Amalia, «era chiaramente un errore, ma come si poteva rimediare?»
«Lei dove abita, signora?»
«In piazza di Spagna, cara.»
Amalia aveva bisogno di un’ultima conferma. «Si ricorda
il giorno in cui l’ha trovata?»
«Come potrei scordarlo? Era la mattina in cui hanno scoperto quello sfortunato ragazzo in mansarda. C’era l’androne pieno di polizia. E arrivata pure l’ambulanza, i paramedici si sono lamentati delle auto che intasano i vicoli, e poi nemmeno e servita.»
«La ringrazio di cuore. E stata in gamba a trovarmi.»
«Oh cara, non e stato difficile. Ho chiesto a mio nipote di fare una ricerca su Internet. Lui e bravo con il computer. Mi ha detto che lei era una giornalista e mi ha dato
l’indirizzo. Ho pensato che potesse essere importante. Cosi
ho preso un taxi ed eccomi qui.»
«E stata veramente gentile» ripeté Amalia che non vedeva l’ora di liberarsene.
«Mi chiedo solo una cosa» esito la vecchietta.
«Si?»
«Dato che nessuno dei condomini sapeva di questa faccenda, non sarà che a sbagliare buca della posta e stato proprio quel ragazzo? Sa, il poverino... Impossibile chiederglielo, ovvio. Magari dovrei avvertire la polizia, non crede?»
La nonna della Fata Turchina non era fessa. Amalia cerco una risposta rassicurante.
«Se non fosse che il mio compianto marito» prosegui la signora, «mi consigliava di avere a che fare il meno possibile con i tutori dell’ordine. Lui era colonnello della Finanza, sa, se ne intendeva. Non che io abbia qualcosa da nascondere, ma e meglio starsene in disparte, di questi tempi. Magari
per lei e più... abituale mettersi in contatto con la polizia.»
Con un sorriso smagliante Amalia tese la mano: «Si fidi di me. Giornalisti e poliziotti sono gemelli separati alla nascita. Seguono strade diverse che si riuniscono nel momento dell’interesse collettivo. Arrivederci.»



A me incuriosisce moltissimo perché penso ci sia un buon mix di elementi thriller che andranno ad avvalorare sicuramente il tema giallo della vicenda.
Voi cosa ne pensate? Cosa si nasconderà dietro questo scorpione dai contorni dorati?

Recensione "La bugia perfetta" di Emily Elgar

Buongiorno cuori librosi,
voglio parlarvi di un thriller bellissimo che ho divorato in poche ore.
Si tratta de "La bugia perfetta" di Emily Elgar, edito da TimeCrime.
Buona lettura!


Acquistalo, QUI

LA RECENSIONE:

"Il mio sguardo guizza su Cassie. E' ancora lì; è ancora viva. Ma non ha più un'aria serena. I muscoli facciali non sono rilassati; sono contratti, la bocca rotonda, pietrificata in un urlo silenzioso, e la verità mi investe, chiara come se mi fossi tagliato sull'affilatezza della presa di coscienza: Cassie e il suo bambino non sono al sicuro neanche qui."

Alice è un'infermiera di terapia intensiva. I suoi pazienti sono, forse, i più difficili da curare sia per le situazioni critiche in cui versano, sia perché non sono in grado di esprimere a pieno la loro condizione essendo in coma. Frank è ospite del reparto da un paio di mesi e Alice lo ha preso particolarmente a cuore: le piace confidarsi con lui ed è certa che lui possa sentirla e comprenderla. L'arrivo di una nuova paziente, Cassie, porta una ventata d'aria nuova in reparto ma anche un terribile pericolo.

"Il fiato le si addensa attorno sotto forma di nuovolette bianche e dense, ogni respiro ghiacciato le folgora i polmoni. La bocca si riempie di un sapore inusuale. Le ricorda qualcosa, qualcosa di metallico e, mentre si addentra sempre di più nella notte, sa che sapore ha la sua bocca. 
Il sapore del sangue."

La giovane donna, sembra essere stata vittima di un incidente e la polizia arresta ben presto il principale sospettato. Ma, in realtà, il colpevole è ancora a piede libero e si aggira per il reparto di terapia intensiva. Frank collega via via i pezzi del puzzle, ma, a differenza della sua mente attiva e cosciente, il suo corpo giace privo di forze e non gli permette di rivelare la verità ad Alice.
L'infermiera, nel frattempo, inizia ad avere dei seri dubbi sulla vita perfetta della sua paziente ed è più che mai decisa a scoprire la verità. Se la donna è in pericolo, è suo dovere proteggerla.

Ho divorato questo libro in pochissime ore e l'ho apprezzato davvero moltissimo.
Alice è una protagonista perfetta, una professionista che prende a cuore ogni aspetto del suo lavoro e la vita di ogni suo paziente. Frank è un uomo che ha voglia di riscatto, la sua mente vigile è intrappolata in un corpo privo di forze e incapace di riferire la verità. E' doloroso vedere gli tutti gli sforzi compiuti dall'uomo pur di salvare Cassie, la sua compagna di stanza. La vita della donna, apparentemente perfetta e felice, è in realtà una grande bugia che scopriamo piano piano attraverso viaggi a ritroso nel tempo nella sua quotidianità. Tanti sospettati e moventi, ma di certo non mi sarei mai aspettata il colpo di scena finale. L'autrice è bravissima a tenere sempre alta la suspense attraverso una narrazione scorrevole e molto curata. Il ritmo è serrato e incalzante e non lascia nemmeno il tempo di riprendere fiato. Amo questo genere e ho letto le storie più diverse, ma devo dire che sono rimasta piacevolmente colpita. Veramente un ottimo libro, lo consiglio!



lunedì 20 febbraio 2017

Recensione "Era una famiglia tranquilla" di Jenny Bluckhurst

Buongiorno cuori librosi,
oggi vi parlo di un thriller strepitoso edito da Newton Compton.
Si tratta di "Era una famiglia tranquilla", scritto da Jenny Blackhurst.
Buona lettura!


Acquistalo, QUI

LA RECENSIONE:

"Ora che ho iniziato, non posso arrendermi tanto facilmente. La parte di me che si è sempre fatta delle domande deve conoscere la verità. Devo rivangare il passato, affondare nella merda fino alle ginocchia, per vedere cosa c'è sotto. Me lo merito? Sono pazza?"

Emma Cartwright è una donna come tante che vive in una piccola cittadina. Ha solo un'amica e un pesante passato da nascondere. Solo pochi mesi fa, infatti, si chiamava Susan Webster ed era appena uscita da un istituto psichiatrico dopo aver scontato la pena per l'omicidio di suo figlio. Al processo è stato detto che soffriva di psicosi puerperale, che non ha mai creato un rapporto con il neonato e, infine, che lo ha brutalmente soffocato. Emma/Susan ha completamente rimosso il fatto e quando riceve, nella sua nuova vita, una foto di un bambino di nome Dylan, tutto cambia.
E se le cose non fossero andate come le hanno sempre fatto credere?

"Ho sempre saputo che me l'ero cavata con una pena troppo leggera. Ora qualcuno vuole farmi soffrire, soffrire davvero. Mio padre? Non lo so. Ma quello che so è che non è finita. Non finirà se prima non scoprirò chi mi sta facendo questo."

Continuano ad arrivare oggetti di suo figlio e i suoi tentativi di indagare subiscono più volte dei sabotaggi. Emma inizia a convincersi che c'è una remota possibilità che suo figlio sia vivo e questa nuova consapevolezza apre nuovi ed infiniti scenari. Se suo figlio fosse vivo, non sarebbe più un'infanticida, non sarebbe più costretta alla gogna mediatica e a vivere con una nuova identità. La donna si aggrappa a questa novità con tutte le sue forze, ma più si fa strada tra gli indizi e gli atti del suo processo, più si delinea una verità agghiacciante.

"Ovviamente ho paura, non prendo alla leggera un tentato omicidio, ma adesso so che stiamo per scoprire cos'è successo a mio figlio e non posso fare a meno di sentirmi emozionata. Lo troveremo, o morirò nel tentativo di trovarlo. E se questa adesso sembra un'eventualità molto concreta, non m'importa. Sono disposta a morire per mio figlio. E sono disposta persino a uccidere per lui, se si dovesse arrivare a tanto."

La chiave del mistero si nasconde nel passato del suo ex marito e padre di Dylan, ad accompagnarla c'è Nick, un giornalista che sembra credere al complotto pur non conoscendola. Un colpo di scena dietro l'altro, Emma scopre il terribile inganno di cui è stata vittima ed è più in pericolo che mai.


Quando ho iniziato a leggere questo libro, non potevo credere a quello che i miei occhi stavano leggendo. Era davvero la storia di un'infanticida? Dopo le prime pagine, però, si è subito delineato un nuovo scenario altrettanto agghiacciante. Emma/ Susan è un personaggio straordinario che affronta la situazione con la determinazione che solo una madre può avere. E' stato interessante vedere che il suo istinto materno, sopito durante i primi mesi di vita del bambino, si sia rivelando in un momento terribile per lei e le dia la forza per scoprire la verità. Ho amato Cassie, l'amica che tutte vorremmo, in grado di comprendere tutti i pregi e difetti di Emma senza fare domande. Nick è un personaggio enigmatico che capiremo perfettamente solo nel finale. Epilogo spiazzante e inaspettato. L'autrice intesse una trama eccezionale per una storia complessa e originale. La narrazione procede con un ritmo incalzante e si snoda su due diversi piani temporali: il passato e il presente. La voce di più narratori ci permette una visione d'insieme della storia e di comprenderne ogni sua parte. La prosa dell'autrice è ben curata e scorrevole, ho divorato il libro in un solo giorno. Amo questo genere e "Era una famiglia tranquilla", entra di diritto tra i miei thriller preferiti di sempre.
Lo consiglio!